XAU/USD da zero: prezzo, spread, pip, lotti e costi
Bid e ask, spread, pip e punto, lotti, margine, tipi di ordine e tutti i costi che separano il lordo dal netto.
Trascrizione della lezione 1 di KeyLevel Academy. Tutti i prezzi degli esempi sono inventati: non sono quotazioni attuali e non suggeriscono acquisti o vendite. Educazione generale, non consulenza in materia di investimenti. Aggiornata il 9 ottobre 2026.
1. Imparare prima di operare
- Educazione, non un segnale
- Esempi inventati e conto demo
- Capire prima di cliccare
Benvenuto nella prima lezione di KeyLevel Academy. Partiamo veramente da zero: che cosa rappresenta XAU USD, come leggere una quotazione, quali costi entrano in una transazione e perché una linea sul grafico non dimostra che un ordine sia stato eseguito. Tutti i prezzi di questa lezione sono inventati.
Non sono quotazioni attuali e non suggeriscono acquisti o vendite. La voce è sintetica e il percorso è un primo materiale didattico, non una certificazione professionale. Per seguire ti bastano un foglio e una calcolatrice.
Se provi la piattaforma, usa un ambiente di esercitazione e non collegare denaro reale. Alla fine dovrai saper spiegare un prezzo a due lati, distinguere pip e punto e ricostruire un piccolo risultato economico. Sapere questi passaggi non rende una strategia profittevole: serve a evitare errori di lettura che possono far sembrare buono un risultato che non lo è.
2. Che cosa significa XAU/USD
- XAU: oro
- USD: dollaro statunitense
- Prezzo per oncia troy
XAU è il codice usato per indicare l'oro e USD indica il dollaro statunitense. Una quotazione ipotetica di quattromila dollari descrive il prezzo di un'oncia troy d'oro in dollari, non il valore del tuo conto e non la dimensione obbligatoria del tuo ordine. L'oncia troy è un'unità di massa utilizzata per i metalli preziosi; non va confusa con l'oncia ordinaria di altri contesti.
La sigla sulla piattaforma, però, non basta a capire quale contratto stai negoziando. Un broker può offrire un derivato con proprie specifiche, mentre un contratto futures ha regole di borsa. Prima di fare qualsiasi calcolo devi quindi leggere la scheda dello strumento: dimensione del contratto, variazione minima, valuta del risultato, orari e costi.
Anche due strumenti che mostrano lo stesso numero sullo schermo possono avere esposizioni, scadenze e prezzi diversi. Non dedurre mai la quantità economica dal solo nome XAU USD.
3. Oro fisico, CFD e futures
- Stesso sottostante, contratti diversi
- Un lotto non è universale
- Leggere la scheda del broker
Acquistare oro fisico, aprire un CFD sull'oro e negoziare un futures non sono la stessa operazione. Nel primo caso devi considerare possesso, custodia e condizioni di acquisto. Un CFD è un contratto derivato con il fornitore e porta costi e rischi specifici.
Un futures è un contratto standardizzato con scadenza e regole della borsa. Per esempio, il futures Gold GC descritto da CME ha una dimensione di cento once troy. Questo dato riguarda quel contratto, non tutti i simboli oro e non tutti i broker.
Nei nostri esempi successivi diremo esplicitamente: supponiamo che un lotto del contratto di esempio equivalga a cento once. Se il tuo contratto reale è diverso, anche il risultato cambia. Non si trasferisce un calcolo da un prodotto all'altro senza ricontrollare le unità.
Per un principiante il primo esercizio corretto non è cercare una previsione, ma trovare e comprendere le specifiche del proprio strumento.
4. Le due facce del prezzo
- Bid 4.000,00
- Ask 4.000,50
- Spread 0,50 $
Immagina che il bid sia quattromila e l'ask quattromila virgola cinquanta. Il bid è il lato al quale, in un modello semplificato senza ulteriori vincoli, puoi vendere; l'ask è il lato al quale puoi comprare. Lo spread è la differenza: cinquanta centesimi per oncia.
Se compri e rivendi immediatamente con questi prezzi invariati, hai comprato sul lato più alto e venduto sul lato più basso. Non hai perso perché il mercato si è mosso: hai sostenuto lo spread. Un grafico può mostrare il bid, l'ask, un prezzo medio o l'ultimo scambio, secondo la fonte.
Questo è fondamentale per leggere stop e ingressi. Se il grafico mostra il bid, il fatto che la linea raggiunga un prezzo non garantisce che anche l'ask sia uguale. In un esercizio bisogna dichiarare quale lato è rappresentato e quali lati servono per eseguire.
Nei mercati veloci i prezzi e la disponibilità possono cambiare prima della conferma.
5. Un long, passo per passo
- Acquisto all'ask
- Chiusura al bid
- Prezzo del grafico ≠ fill
Consideriamo un acquisto didattico di un'oncia. Il bid iniziale è quattromila e l'ask quattromila virgola cinquanta, quindi ipotizziamo un ingresso a quattromila virgola cinquanta. Più tardi il bid è quattromiladieci e l'ask quattromiladieci virgola cinquanta.
Per chiudere vendi al bid, cioè quattromiladieci. La differenza a tuo favore è nove dollari e cinquanta, non dieci. Non sottrarre poi di nuovo cinquanta centesimi di spread: usando già ingresso ask e uscita bid hai incorporato il costo dello spread.
Commissioni o finanziamento, se previsti, sono invece altre voci da aggiungere. Questo piccolo esempio mostra due errori opposti: ignorare lo spread oppure conteggiarlo due volte. Su un foglio scrivi sempre quantità, lato d'ingresso, prezzo realmente eseguito, lato d'uscita e costi non già incorporati.
Solo dopo fai il totale. Nelle operazioni reali fanno fede le conferme e la cronologia del conto, non il prezzo che ricordi di aver visto.
6. Uno short non inverte le regole
- Vendita al bid
- Riacquisto all'ask
- Stesse unità, segno opposto
In una posizione short vendi prima e ricompri per chiudere. Nel nostro modello l'ingresso è sul bid e l'uscita sull'ask. Supponi di vendere un'oncia a quattromila e di ricomprarla quando l'ask è tremilanovecentonovanta virgola cinquanta.
Il movimento eseguito a favore è nove dollari e cinquanta. Se invece l'ask sale a quattromiladieci virgola cinquanta, la perdita lorda è dieci dollari e cinquanta. Anche qui non c'è un metodo magico: cambia il verso del risultato, mentre restano spread, commissioni e rischio di prezzo.
Il prezzo di chiusura di uno short non è necessariamente il minimo visibile sul grafico bid. Uno stop short può essere raggiunto dall'ask senza che il bid raggiunga la stessa linea. Prima di interpretare una differenza tra grafico e conto, verifica proprio questa base prezzi.
Non chiamare automaticamente errore o manipolazione ciò che può essere spiegato dalla meccanica del contratto e dai lati della quotazione.
7. Pip e punto: due unità distinte
- Convenzione KeyLevel: 1 pip = 0,10 $
- 1 punto di esecuzione = 0,01 $
- 8 pip = 0,80 $
Su XAU USD la parola pip può essere usata con convenzioni diverse. Per evitare ambiguità, KeyLevel dichiara una convenzione precisa per le impostazioni del motore delle zone: un pip equivale a zero virgola dieci dollari di prezzo per oncia. Il punto del contratto di esecuzione del progetto è invece zero virgola zero uno dollari.
In questa convenzione un pip contiene dieci punti e otto pip corrispondono a ottanta centesimi, non a otto centesimi. Non è una legge universale per tutti i broker: è un'unità dichiarata del progetto e va confrontata con le specifiche del simbolo usato. Nei calcoli monetari è spesso più sicuro partire direttamente dalla differenza in dollari per oncia.
Se il prezzo passa da quattromila a quattromila virgola ottanta, la differenza è zero virgola ottanta: qui otto pip oppure ottanta punti. Scrivi entrambe le unità per controllare che una conversione non sposti la dimensione del rischio di un fattore dieci.
8. Dalla quantità al risultato
- Ipotesi: 100 once per lotto
- 0,01 lotto = 1 oncia
- 5 $ × 1 oncia = 5 $
Supponiamo ora, solo per questo esercizio, che un lotto del contratto equivalga a cento once. Un centesimo di lotto rappresenta un'oncia; un decimo di lotto rappresenta dieci once. Una differenza eseguita di cinque dollari per oncia produce quindi cinque dollari su un centesimo di lotto oppure cinquanta dollari su un decimo di lotto, prima degli altri costi.
La formula semplice è differenza di prezzo per quantità di once, con il segno corretto per long o short. Non vale automaticamente per contratti con valuta, moltiplicatore o conversione diversi. Devi leggere anche volume minimo e incremento ammesso: un risultato teorico di zero virgola zero quindici lotti potrebbe non essere inviabile.
Quando ridimensioni, non arrotondare verso l'alto senza ricontrollare il rischio. Questo esercizio mette in evidenza che il numero di lotti è una misura tecnica, non un importo di rischio. Due stop a distanze diverse con gli stessi lotti possono perdere somme completamente diverse.
9. Esercizio sulle unità
- 0,02 lotto nell'ipotesi da 100 once
- Movimento eseguito 3,00 $
- Quanto vale?
Prova un piccolo esercizio. Usiamo ancora il contratto inventato da cento once per lotto. Il volume è zero virgola zero due lotti e la differenza tra i prezzi eseguiti è tre dollari per oncia a tuo favore.
Quanto vale il risultato prima di commissioni e finanziamento? Metti in pausa e scrivi prima la quantità. Due centesimi di cento once sono due once.
Moltiplicando due once per tre dollari ottieni sei dollari. Se hai ottenuto sessanta o sessanta centesimi, probabilmente hai mescolato lotti, pip e punti. Se la stessa quantità perde tre dollari per oncia, la perdita ha il medesimo valore assoluto di sei dollari.
Il calcolo descrive una variazione eseguita, non promette che uno stop venga eseguito esattamente al suo livello. La disciplina utile è controllare le unità in ogni passaggio. Più avanti aggiungeremo commissioni e un margine di costo: la meccanica resta identica e diventa una base controllabile per dimensionare il rischio.
10. Margine non significa perdita massima
- Esposizione ≠ margine
- Leva amplifica variazioni del conto
- Non usare tutto il margine libero
Il margine è la somma richiesta per sostenere un'esposizione secondo le regole del contratto. Non è la perdita massima dell'operazione. Se hai dieci once a un prezzo ipotetico di quattromila, l'esposizione è quarantamila dollari.
Con una leva didattica di venti a uno il margine iniziale teorico è duemila dollari, ma il valore dell'esposizione resta quarantamila. Un movimento di dieci dollari per oncia produce cento dollari di variazione prima dei costi. La leva cambia il rapporto tra esposizione e capitale impegnato; non crea un vantaggio predittivo e non rende un'operazione più sicura.
Requisiti di margine, chiusure forzate e protezioni dipendono da prodotto, intermediario e giurisdizione. L'esempio non sostituisce quei documenti. Il denaro necessario per aprire una posizione e la somma che intendi rischiare sono due domande diverse.
Dimensiona prima il rischio dello scenario e controlla poi se margine e liquidità sono sufficienti, non procedere nell'ordine opposto.
11. Ordini market, limit e stop
- Market: priorità all'esecuzione
- Limit: vincolo sul prezzo
- Stop: attivazione a una soglia
Un ordine market chiede di eseguire alle condizioni disponibili: il prezzo finale può essere diverso da quello appena visto. Un ordine limit pone un vincolo al prezzo e può non essere eseguito; raggiungere una linea con una candela non dimostra da solo che fosse disponibile il lato giusto o che l'ordine fosse già attivo. Un ordine stop si attiva al raggiungimento di una soglia e la sua esecuzione dipende dalla tipologia e dalle regole del fornitore.
Non confondere stop di ingresso e stop di protezione: la parola indica una condizione, ma lo scopo è diverso. Prima di fare replay, scrivi che ordine stai simulando e da quale istante esiste. Un ordine non può essere riempito in passato.
In un mercato che salta livelli, il prezzo eseguito può allontanarsi dalla soglia. È quindi necessario distinguere prezzo desiderato, condizione di attivazione e prezzo effettivo. Per i dettagli operativi vale sempre la documentazione del contratto, non una regola astratta applicata a ogni piattaforma.
12. Ingresso, stop e target
- Una proposta non è un ordine
- Prima il fill, poi la gestione
- Nessun ritocco, nessun fill simulato
Un piano può contenere ingresso, stop e target. L'ingresso è la condizione per iniziare la posizione; lo stop è una regola di uscita sfavorevole; il target è una regola di uscita favorevole. Prima che ci sia un ingresso eseguibile non esiste una posizione da valutare come vincente o perdente.
Se un piano richiede un ritorno in una zona e il prezzo non torna, non possiamo segnare entrato solo perché il mercato ha continuato nella direzione prevista. In un esercizio, distinguere uno scenario non attivato da una perdita è essenziale. Anche dopo l'ingresso, la linea dello stop non è un'assicurazione sul prezzo di esecuzione.
In presenza di gap o scarsa disponibilità, lo scostamento può aumentare la perdita. E se la stessa candela contiene sia stop sia target, i soli quattro prezzi della candela non dicono quale sia arrivato prima. Non scegliere a posteriori la sequenza più favorevole.
Conserva l'ambiguità oppure usa una regola conservativa dichiarata prima dell'esercizio.
13. I costi da non dimenticare
- Spread già nei prezzi bid/ask
- Commissione e finanziamento
- Slippage e cambio valuta
Per passare da un risultato lordo a uno netto devi sapere quali costi sono già inclusi. Ingresso ask e uscita bid incorporano lo spread per un long; una commissione distinta non è ancora inclusa. Il finanziamento può accumularsi se il prodotto prevede un costo per mantenere la posizione.
Lo slippage è lo scostamento tra il prezzo atteso e quello eseguito; può dipendere da volatilità e disponibilità. Se il conto non è nella valuta del risultato, possono esserci conversioni e relativi costi. Esempio: differenza eseguita di nove dollari e cinquanta su un'oncia, commissioni totali di un dollaro e finanziamento di venti centesimi danno otto dollari e trenta netti, assumendo nessun altro costo.
Non sottraiamo ancora lo spread perché è già nei prezzi eseguiti. Ogni voce deve avere una provenienza: specifiche, tariffario o cronologia. Un backtest che omette queste voci può essere matematicamente corretto nelle sue ipotesi ma inadatto a descrivere ciò che avverrebbe sul conto.
14. Orari, notizie e prezzi mancanti
- Sessione e fuso orario
- Notizie: rischio, non direzione certa
- Feed fermo: non inventare candele
Gli orari dipendono dallo strumento e dal calendario del fornitore. La presenza di una pagina aperta non prova che il mercato sia aperto o che la quotazione sia aggiornata. Nel progetto, dati e calcoli usano UTC mentre l'interfaccia può mostrare l'ora italiana: durante i cambi dell'ora legale non convertire mentalmente senza controllo.
Intorno a notizie importanti spread e scostamenti possono aumentare. Una notizia non impone però una direzione garantita all'oro: aspettative precedenti, sorpresa e altri mercati possono cambiare la reazione. Se non conosci la freschezza del dato, non usarlo come prova di esecuzione.
Se manca una candela, non disegnare una continuità immaginaria. Verifica timestamp, fonte e copertura. Durante una chiusura, bid e ask possono non essere disponibili e il comportamento prudente è sospendere le conclusioni operative.
Nel replay serve lo stesso rigore: la barra successiva deve essere un dato disponibile dell'archivio, non un prezzo generato per far tornare la storia.
15. Segnale, simulazione e conto
- Tre registri distinti
- Esito del sito ≠ esito del conto
- Provenienza prima del confronto
Una piattaforma può mostrare uno scenario di ricerca, una simulazione storica e una cronologia del conto. Sono tre oggetti diversi. Lo scenario descrive una proposta calcolata con i dati disponibili.
La simulazione applica ipotesi di ingresso e gestione a una serie di prezzi. La cronologia del conto documenta ciò che l'intermediario ha effettivamente eseguito e addebitato. Nel progetto KeyLevel il diario personale e i layer grafici non modificano il registro ufficiale.
Anche il risultato presentato sul sito può avere una regola di lettura distinta dalla gestione del bot: un confronto deve esplicitare versione, coorte, costi e metodo. Non sommare risultati di regole diverse per costruire un unico numero attraente. Una differenza non va nascosta e non basta a decretare che il conto sia sbagliato.
La domanda utile è: sto confrontando lo stesso insieme di operazioni, lo stesso ordine, lo stesso istante e lo stesso criterio di uscita? Senza questi elementi un confronto numerico non è una verifica.
16. Checklist prima del primo replay
- Specifica del contratto
- Fonte, prezzo e timestamp
- Costi e regole scritte
Prima del primo esercizio prepara una scheda molto breve. Scrivi il simbolo e il tipo di prodotto. Annota dimensione del contratto, unità di prezzo, valuta, volume minimo e incremento.
Dichiara se il grafico mostra bid, ask, ultimo o medio e da dove arrivano i dati. Indica timeframe, fuso e come riconosci una candela chiusa. Scrivi la tipologia d'ordine, quando diventa valido e come tratti gap o ambiguità.
Elenca i costi, evitando di conteggiare due volte quelli già incorporati. Infine verifica che l'ambiente sia didattico e che nessun pulsante mandi ordini reali. Questo elenco non rallenta un lavoro serio: lo rende ripetibile.
Se una voce è sconosciuta, non sostituirla con una supposizione invisibile. Segnala il limite e usa l'esempio solo per il concetto che riesci davvero a controllare. La competenza di base consiste anche nel sapere quando non si dispone di informazioni sufficienti per valutare un risultato.
17. Tre domande di verifica
- 8 pip valgono 0,80 $ qui
- Margine ≠ perdita massima
- Un prezzo visto non prova un fill
Verifichiamo la comprensione. Prima domanda: nella convenzione delle zone di KeyLevel, otto pip quanto valgono come distanza di prezzo? La risposta è zero virgola ottanta dollari per oncia.
Seconda domanda: se il margine richiesto è duecento dollari, posso concludere che la perdita non supererà duecento? No. Margine e rischio non sono la stessa quantità e le protezioni dipendono dalle regole applicabili.
Terza domanda: una candela bid raggiunge il prezzo di un acquisto limit; questo prova che l'ordine sia stato eseguito? Non da solo. Servono lato corretto, validità temporale, regole di esecuzione e, sul conto reale, una conferma.
Metti in pausa e prova a spiegare ogni risposta con parole tue. Se sai solo ricordare un numero, torna all'esempio numerico. Capire il percorso che porta al risultato è più importante di recitare una definizione.
Nella prossima lezione useremo questa base per leggere il grafico senza attribuirgli informazioni che non contiene.
18. Compito pratico e fonti
- Ricostruisci due esempi in demo
- Nessuna promessa di rendimento
- Passa alla lettura del grafico
Il compito conclusivo è costruire due righe su un foglio: un long e uno short con quantità dichiarata, prezzi eseguiti e costi separati. Usa numeri inventati diversi da quelli del video. Controlla il segno del risultato e scrivi quali ipotesi hai usato.
Poi prova a spiegare a un'altra persona perché otto pip non sono otto punti nella convenzione del progetto. Se usi una piattaforma demo, confronta il calcolo con un'operazione di esercitazione e annota ogni differenza senza cancellarla. Il testo della lezione contiene i riferimenti ufficiali a CME per il contratto GC e ai materiali educativi delle autorità per rischi, leva e spread.
I riferimenti aiutano a verificare le definizioni, non attestano questa Academy e non approvano strategie del progetto. Nessuna strategia viene promossa da questa lezione. La prossima tappa è capire candele e timeframe: un grafico è un modo di organizzare informazioni passate, non una promessa su quelle future.
Fonti ufficiali
Testo, formule ed esempi originali di KeyLevel Academy. Fonti consultate il 4 ottobre 2026; le fonti non patrocinano né approvano il contenuto.