Rischio, win rate e RR: misurare un risultato sull'oro
R, dimensione della posizione, costi, RR, aspettativa e drawdown: perché tante vittorie possono dare un risultato negativo.
Trascrizione della lezione 3 di KeyLevel Academy. Tutti i prezzi degli esempi sono inventati: non sono quotazioni attuali e non suggeriscono acquisti o vendite. Educazione generale, non consulenza in materia di investimenti. Aggiornata il 9 ottobre 2026.
1. La percentuale di vittorie non basta
- WR: frequenza di vittorie
- RR: dimensione di vincite e perdite
- Conta il risultato netto
Nella terza lezione affrontiamo una domanda fondamentale: come può una strategia vincere spesso e perdere denaro? Separiamo frequenza delle vittorie, dimensione delle vincite, dimensione delle perdite e costi. Poi costruiamo un esempio di dimensionamento, studiamo una sequenza di perdite e impariamo a leggere un risultato senza trasformarlo in una previsione.
Tutti i numeri sono inventati e nessun valore suggerito nel video è una raccomandazione per il tuo conto. Le formule sono strumenti educativi e non catturano ogni rischio reale, come gap, cambi di liquidità o errori operativi. L'obiettivo è poter controllare un ragionamento.
Se una schermata mostra soltanto win rate, chiedi quali perdite contiene, quali operazioni esclude e come sono misurati i costi. Se mostra soltanto un rapporto rischio rendimento teorico, chiedi se gli ingressi e le uscite siano stati davvero eseguibili. Un numero interessante è il punto di partenza di un controllo, non il punto di arrivo di una validazione.
2. Definire una R prima del trade
- R = rischio iniziale dichiarato
- Denominatore conservato
- Costi espliciti, non nascosti
Una R è un'unità di rischio. In un modello semplice diciamo: una R corrisponde alla perdita pianificata tra ingresso e stop iniziale per la quantità scelta, prima dei costi indicati separatamente. Possiamo anche definire una R comprensiva di costi, ma allora dobbiamo usarla in modo coerente in tutti i confronti.
Se il rischio iniziale è cinquanta dollari, una vincita lorda di cento è due R e una perdita lorda di cinquanta è meno una R. Non cambiare il denominatore dopo aver spostato lo stop: renderebbe confronti e statistiche incoerenti. Uno stop non garantisce che la perdita effettiva sia esattamente una R: scostamenti e costi possono portarla oltre.
Nel progetto le metriche del sito dichiarano convenzioni e costi; un confronto deve rispettare la specifica versione. Per studiare usa una tabella con rischio iniziale, risultato lordo, costi e risultato netto. Così ogni conversione in R può essere ricostruita, anche quando l'operazione ha un esito poco piacevole.
3. Distanza dello stop e volume
- Budget ipotetico: 50 $
- Stop distante 5 $ per oncia
- Quantità teorica: 10 once
Facciamo un esempio completo. Supponiamo un capitale didattico di diecimila dollari e scegliamo per l'esercizio un budget di cinquanta, pari allo zero virgola cinque per cento. Non è un livello raccomandato: è un numero comodo per vedere la formula.
Lo stop è cinque dollari per oncia lontano dall'ingresso. Ignorando momentaneamente i costi, la quantità teorica è cinquanta diviso cinque, cioè dieci once. Se il contratto inventato contiene cento once per lotto, dieci once corrispondono a zero virgola dieci lotti.
Il ragionamento parte dal budget e dalla distanza dello stop, non dal volume che sembra piccolo. Se lo stop fosse distante dieci dollari per oncia, la stessa quantità rischierebbe cento dollari: devi dimezzarla per conservare il budget teorico. La formula funziona soltanto con unità compatibili.
Valuta del conto, moltiplicatore e conversioni possono richiedere altri passaggi. Sul contratto reale verifica tutto prima di considerare il volume inviabile.
4. Aggiungere costi e arrotondamento
- 5,00 $ di distanza + 0,50 $ di costo per oncia
- 50 ÷ 5,50 = 9,09 once
- Arrotondare verso il basso
Ora ipotizziamo un costo totale prudenziale di cinquanta centesimi per oncia non già incluso nella distanza di rischio. Il rischio unitario diventa cinque dollari e cinquanta. Con budget cinquanta, la quantità teorica è circa nove virgola zero nove once.
Nel contratto da cento once per lotto sono zero virgola zero novantuno lotti. Se il volume ammesso cresce a passi di un centesimo di lotto, un arrotondamento verso il basso a zero virgola zero nove produce nove once e un rischio modellato di quarantanove dollari e cinquanta. Arrotondare a un decimo di lotto produrrebbe dieci once e cinquantacinque dollari, oltre il budget.
Se il volume minimo non permette di restare sotto il limite, l'esercizio non è eseguibile con quel contratto: non ridurre artificialmente lo stop per farlo entrare. Il costo ipotizzato non protegge da ogni evento estremo. Verifica anche spread già incorporato, commissioni, margine e possibili scostamenti.
Una formula corretta non sostituisce un controllo delle condizioni reali.
5. Perché il margine non dimensiona il rischio
- Margine disponibile non è budget
- Stop e quantità insieme
- Non aumentare il volume per recuperare
Può capitare che la piattaforma consenta un volume molto più grande di quello previsto dal tuo budget. Questo non dimostra che quel volume sia sostenibile: significa solo che il margine richiesto rientra nelle regole del conto in quel momento. Il rischio dipende da quantità, movimento sfavorevole, costi e comportamento del contratto.
Se dopo una perdita aumenti il volume per recuperare, cambi la distribuzione dei risultati e puoi accelerare il drawdown. La gestione del rischio non è una correzione della qualità predittiva: una strategia negativa resta negativa anche con volumi piccoli, ma può perdere più lentamente. Un budget serve a delimitare l'esposizione secondo ipotesi dichiarate; non rende sicuro uno strumento a leva.
In demo, annota separatamente margine, rischio pianificato e perdita effettiva. Se la distanza tra questi ultimi due cresce durante le notizie o su dati incompleti, hai trovato un limite operativo da studiare. Non coprirlo con una media più favorevole calcolata su giornate tranquille.
6. RR pianificato e RR realizzato
- Target teorico: distanza favorevole
- Risultato reale: uscite effettive
- Media delle vincite ÷ media delle perdite
Il rapporto rischio rendimento pianificato confronta la distanza favorevole del target con quella sfavorevole dello stop secondo un modello. Con stop di cinque dollari per oncia e target a dieci, il rapporto geometrico è due a uno, prima dei costi. Questo non dice quante volte arriverà il target.
Il rapporto realizzato osserva invece risultati effettivi: media delle vincite divisa per il valore assoluto della media delle perdite, sulla stessa coorte e con gli stessi costi. Uscite parziali, stop spostati e chiusure anticipate possono renderlo molto diverso da quello disegnato. Un'etichetta RR tre non garantisce che la vincita media sia tre R.
Per il conto reale usa esecuzioni e costi del conto; per un backtest specifica le ipotesi. Non mescolare una vincita media senza costi con una perdita media netta, né selezionare una gestione diversa per ogni operazione a posteriori. Anche un rapporto realizzato favorevole su pochi casi può essere instabile e non descrivere il futuro.
7. Win rate: definire il denominatore
- Vittorie ÷ operazioni incluse
- Cosa accade a BE e non entrati?
- Stessa coorte per ogni metrica
Il win rate è una frequenza: numero di vittorie diviso numero di operazioni incluse, secondo una definizione precisa. Le domande importanti sono quali operazioni entrano nel denominatore e cosa viene chiamato vittoria. Un pareggio dopo i costi può essere una piccola perdita.
Uno scenario mai entrato non è automaticamente una perdita di trading. Un caso non verificabile non dovrebbe essere silenziosamente cancellato per migliorare la percentuale. Se includi i pareggi nel denominatore, il calcolo differisce da una frequenza calcolata soltanto tra vincite e perdite; entrambe le definizioni vanno dichiarate.
Anche la coorte conta: stessa versione di ingresso, gestione e periodo. Nel progetto non bisogna confondere risultati del sito, journal e conto. Per una lettura onesta mostra conteggi, esclusioni e limiti insieme alla percentuale.
Quarantacinque vittorie su cinquanta non ha lo stesso grado di evidenza di nove su dieci, anche se la proporzione è identica. E nessuna delle due da sola dimostra un risultato positivo al netto dei costi.
8. Aspettativa: mettere insieme le dimensioni
- E = p × W − (1 − p) × L − c
- Stesso metodo e stessa unità
- Una stima, non una garanzia
In un esempio con soli due esiti, p è la frequenza di vittoria, W la vincita media lorda, L il valore assoluto della perdita media lorda e c il costo medio non già incorporato. L'aspettativa stimata è p per W meno uno meno p per L meno c. È una media descrittiva del modello, non la promessa del prossimo trade.
Se i risultati sono già netti, non sottrarre ancora c. Se ci sono pareggi, esiti non verificabili o più tipi di uscita, bisogna rappresentarli correttamente invece di forzarli in due categorie. Un campione può cambiare distribuzione nel tempo, le operazioni possono essere dipendenti e i costi possono crescere nelle condizioni peggiori.
La formula è utile perché mostra che WR e RR devono essere letti insieme. Non puoi massimizzarli separatamente senza verificare che la modifica resti eseguibile e non peggiori altre dimensioni. La domanda economica è quale risultato netto e quale rischio ottieni da una regola misurabile, non quale percentuale appare più alta nella schermata.
9. Molte vittorie, risultato negativo
- p 70% · W 0,40R · L 1R
- 0,28R − 0,30R = −0,02R
- Con costi 0,10R: −0,12R
Prendiamo un metodo inventato che vince nel settanta per cento dei casi. Ogni vincita media è zero virgola quaranta R e ogni perdita media è una R. Il contributo favorevole è zero virgola settanta per zero virgola quaranta, cioè zero virgola ventotto R.
Il contributo sfavorevole è zero virgola trenta per una R, cioè zero virgola trenta R. La differenza è meno zero virgola zero due R, già negativa prima dei costi. Se aggiungiamo un costo medio di zero virgola dieci R, diventa meno zero virgola dodici.
Su un piccolo campione può comunque esserci una sequenza fortunata e un grafico crescente, ma il modello dell'esempio resta sfavorevole. Questo dimostra perché aumentare il numero di vittorie riducendo molto i target può peggiorare l'economia. Il problema non è vincere spesso: è misurare quanto si vince quando si vince, quanto si perde quando si perde e quali costi si pagano.
Le tre quantità devono usare la stessa regola e lo stesso insieme di operazioni.
10. Meno vittorie, modello positivo
- p 40% · W 2R · L 1R
- 0,80R − 0,60R = +0,20R
- Con costi 0,10R: +0,10R
Secondo esempio inventato: frequenza di vittoria quaranta per cento, vincita media due R e perdita media una R. Il contributo delle vittorie è zero virgola quaranta per due, cioè zero virgola ottanta R. Il contributo delle perdite è zero virgola sessanta.
Restano zero virgola venti R prima dei costi e zero virgola dieci se il costo medio è zero virgola dieci R. Questo è un modello didattico positivo, non una strategia del progetto e non una previsione di rendimento. Non sappiamo se quei parametri siano ottenibili con ingressi eseguibili, se il campione sia rappresentativo o se restino stabili.
Una gestione che punta a target più lontani potrebbe ridurre molto più del previsto la frequenza delle vittorie. Un costo medio potrebbe nascondere costi più grandi proprio sulle perdite. L'esempio dimostra soltanto che un WR basso non implica automaticamente un'aspettativa negativa.
Per valutare un metodo reale serve una raccolta di dati, regole fissate e test coerenti, non la scelta di parametri gradevoli dentro una formula.
11. La soglia di pareggio del modello
- p* = (L + c) ÷ (W + L)
- W 2R · L 1R · c 0,10R
- Soglia teorica 36,67%
Nel modello a due esiti con costo fisso medio c e valori lordi W e L, possiamo ricavare la frequenza di pareggio: L più c diviso W più L. Con vincita due R, perdita una R e costo zero virgola dieci, abbiamo uno virgola dieci diviso tre, cioè circa trentasei virgola sessantasette per cento. Non è una soglia universale.
Vale soltanto per quelle ipotesi e non tiene conto dell'incertezza di stima, della dipendenza tra operazioni e dei cambi di condizioni. Se usi valori già netti la formula cambia interpretazione e non devi sottrarre un costo ulteriore. Un WR osservato di trentasette per cento su pochi trade non basta per dichiarare il metodo valido: è troppo vicino a una soglia che stai a sua volta stimando.
Serve un margine di evidenza e un test fuori dai dati usati per scegliere le regole. La formula di pareggio è uno strumento per fare domande migliori, non una scorciatoia per promuovere una strategia.
12. Cinque perdite e il drawdown
- Rischio frazionale ipotetico 1%
- Dopo 5 perdite: 0,99⁵ del capitale
- Recupero e perdita non sono simmetrici
Consideriamo cinque perdite consecutive, ciascuna pari all'uno per cento del capitale aggiornato, senza costi extra. Il capitale residuo è quello iniziale moltiplicato per zero virgola novantanove alla quinta, circa zero virgola novecentocinquantuno. Il drawdown è circa quattro virgola novanta per cento, non esattamente cinque perché il volume monetario diminuisce insieme al capitale.
Ma una perdita reale può superare il valore pianificato e quindi peggiorare questa stima. Per recuperare un drawdown d, il guadagno percentuale sul capitale residuo è d diviso uno meno d. Dopo una perdita del venti per cento, serve il venticinque per cento sul capitale rimasto per tornare al punto iniziale.
Non serve utilizzare percentuali alte per capire il principio: la base di calcolo cambia. Una serie di perdite può avvenire anche in un modello con media positiva. Aumentare il rischio per recuperare più velocemente cambia il problema e può amplificarlo.
Questi esempi illustrano la matematica, non definiscono una quota sicura per tutti.
13. Rischio aggregato e dipendenza
- Più ordini, stessa esposizione
- Core e scalp possono correlare
- Limite per insieme, non solo per riga
Tre operazioni con rischio individuale di cinquanta dollari non sono automaticamente tre rischi indipendenti. Se tutte dipendono dalla stessa direzione dell'oro nello stesso periodo, un solo movimento può colpirle insieme. Anche strategie con nomi diversi possono condividere esposizione, dati e condizioni.
Core e scalping possono sovrapporsi economicamente senza diventare diversificazione. Nell'esercizio somma il rischio pianificato delle posizioni contemporanee e descrivi quali scenari possono farle perdere insieme. Considera inoltre ordini in coda o attivati poco dopo: ignorarli può sottostimare il carico.
Nel progetto i controlli operativi hanno un perimetro preciso, e il layer personale non li modifica. Non assumere che un elenco lungo di strategie renda più robusto il conto. Una ricerca seria distingue contributi indipendenti, duplicazioni e condizioni comuni.
Se non riesci a stimare la dipendenza, segnala il limite e adotta un'interpretazione prudente. Il rischio complessivo non si ricava guardando soltanto la singola operazione che sembra più piccola.
14. Campione, incertezza e overfitting
- Pochi trade: stima instabile
- Molte varianti: selezione opportunistica
- Forward separato dalla scelta
Se provi molte varianti su uno storico e scegli la migliore, una parte della sua qualità apparente può derivare dal caso. Questo è il rischio di overfitting: le regole si adattano ai dati già visti invece di descrivere un comportamento generalizzabile. Anche una variante senza molti parametri può essere selezionata opportunisticamente dopo numerosi tentativi.
Non chiamare fuori campione un periodo che hai usato per scegliere il metodo. Nel progetto gli archivi storici sono stati esplorati ampiamente e le misure economiche non autorizzano promesse di rendimento. Le verifiche software mostrano che un codice rispetta casi controllati; non dimostrano un vantaggio sui mercati.
Per una nuova ipotesi scrivi prima regole, costi, criterio di successo e perimetro del test. Conserva le varianti fallite e misura il tempo futuro senza cambiare la soglia dopo i risultati. Un intervallo di incertezza e un campione completo sono più informativi di una percentuale isolata.
Non esiste un numero magico di trade che renda automaticamente affidabile qualsiasi metodologia.
15. Esercizio: aspettativa a mano
- p 50% · W 1,20R · L 1R
- Costo 0,15R
- Risultato: −0,05R
Metti in pausa e calcola il risultato di questo modello: metà delle operazioni vince, la vincita media è uno virgola venti R, la perdita media è una R e il costo medio non già incluso è zero virgola quindici R. Il contributo favorevole è zero virgola cinquanta per uno virgola venti, quindi zero virgola sessanta R. Il contributo delle perdite è zero virgola cinquanta R.
Prima dei costi resta zero virgola dieci R. Sottraendo zero virgola quindici otteniamo meno zero virgola zero cinque R. Il modello lordo sembrava positivo, quello netto è negativo.
Se hai ottenuto più zero virgola venticinque, hai probabilmente aggiunto il costo invece di sottrarlo. Se hai sottratto lo spread due volte usando già esecuzioni bid ask, hai usato ipotesi incoerenti. Ripeti il conto e scrivi il significato di ogni termine.
L'esercizio serve a rendere trasparente il ragionamento, non a scegliere un valore di win rate da imporre a una strategia.
16. Esercizio: dimensionamento prudente
- Budget 30 $
- Distanza 4 $ + costo 0,50 $ per oncia
- 6,67 once teoriche; 6 con passo da 1
Un secondo esercizio: budget didattico trenta dollari, distanza sfavorevole di quattro dollari per oncia e costo addizionale ipotizzato di cinquanta centesimi per oncia. Il rischio unitario modellato è quattro dollari e cinquanta. Trenta diviso quattro virgola cinquanta dà circa sei virgola sessantasette once.
Se il contratto di esempio consente soltanto incrementi di un'oncia, scegli sei once per non superare il budget: il rischio modellato è ventisette dollari. Sette once produrrebbero trentuno dollari e cinquanta e supererebbero la soglia. Se il minimo fosse dieci once, l'operazione non sarebbe compatibile con quel budget.
Non devi inventare un volume non ammesso né avvicinare lo stop senza una motivazione di metodo. Verifica infine il margine e ricorda che i costi e i gap effettivi possono superare l'ipotesi. Questa è una simulazione di dimensionamento, non un consiglio per aprire una posizione reale.
La risposta più importante è saper riconoscere quando non è possibile rispettare i vincoli.
17. Il diario che conserva la verità
- Regole e versioni
- Lordo, costi, netto
- Anche perdite e casi esclusi
Un diario utile registra la regola e la sua versione, il rischio iniziale, prezzi desiderati ed eseguiti, costi e motivi delle eventuali differenze. Conserva anche operazioni perse, scenari non attivati e casi non verificabili, distinguendoli. Non correggere a posteriori un esito per renderlo simile al backtest.
Una nota può spiegare un problema senza riscrivere il dato. Se confronti due gestioni, applicale con ipotesi coerenti e non scegliere dopo il risultato la migliore per ogni trade. Le statistiche devono derivare da una coorte visibile e riproducibile.
Un grafico di equity su poche operazioni recenti e una percentuale calcolata su tutta la storia possono raccontare cose diverse: devono avere etichette che lo chiariscano. Nell'Agenda personale puoi studiare il tuo processo, mentre il registro ufficiale della piattaforma rimane separato. Il diario è uno strumento di apprendimento e controllo, non una garanzia di miglioramento economico.
La qualità delle annotazioni si misura dalla loro verificabilità, non dal numero di risultati positivi.
18. Riepilogo e prossima revisione
- Non massimizzare WR da solo
- Controlla costi e rischio aggregato
- La demo non valida il rendimento
Concludiamo le tre lezioni pilota. Ora sai leggere una quotazione a due lati, distinguere unità di prezzo e quantità, descrivere una candela senza inventare la sequenza, rispettare i tempi di conferma e ricostruire un'aspettativa semplice. Sai anche perché win rate e rapporto rischio rendimento non si massimizzano indipendentemente e perché una strategia può apparire buona prima dei costi e negativa dopo.
Il prossimo passo non è depositare denaro: è ripetere gli esercizi, controllare le specifiche e annotare i limiti. Per questo primo percorso, rivedi i due calcoli numerici e prepara dieci schede di replay senza futuro. Se trovi un errore nei materiali, segnalalo; i contenuti possono essere revisionati e i progressi precedenti non certificano una nuova versione.
Queste lezioni non abilitano pagamenti, bot, ordini o promozioni di strategie. Sono educazione generale, non consulenza individuale. Comprendere il funzionamento del software e la matematica del rischio è utile, ma non dimostra che esista una previsione affidabile o un rendimento sostenibile.
Fonti ufficiali
Testo, formule ed esempi originali di KeyLevel Academy. Fonti consultate il 4 ottobre 2026; le fonti non patrocinano né approvano il contenuto.